domenica 17 dicembre 2006

Inverno nucleare



La teoria dell’inverno nucleare risale a ben piu’ di 2 decenni fa: il recentemente scomparso astronomo Carl Sagan e quattro colleghi svilupparono la teoria dell'inverno nucleare, calcolando nel 1983 i possibili effetti di un totale attacco nucleare tra gli Stati Uniti e la precedente Unione Sovietica.

Ora che l'arsenale nucleare delle superpotenze e' stato ridotto considerevolmente dopo la fine della "guerra fredda" (pensate che tutte le centrali nucleari francesi funzionano con uranio sovietico smantellato - fonte orale aspo, orale cioe’ non ho il link ma sentito live dal suo presidente) si e’ riconsiderato il problema a fronte di un eventuale conflitto “regionale” : in ottobre, la Corea del Nord ha annunciato di aver provato una bomba nucleare. Anche l'Iran sta perseguendo lo sviluppo di armi nucleari. Altri membri o presunti membri del "club nucleare" includono l'India, il Pakistan e Israele.

Lo studio, presentato l’ 11/12 a una riunione del American Geophysical Union a San Francisco, e' stato descritto come il primo documento dettagliato sugli effetti climatici di una guerra nucleare su scala regionale.

Sono state studiate le conseguenze derivanti da due nazioni che si lanciassero l'un l'altra una 50-ina di bombe del tipo di Hiroshima sopra le grandi citta'. Analizzando i dati della popolazione e le distanze dalle esplosioni, gli scienziati hanno predetto che una guerra nucleare regionale ucciderebbe da 3 milioni di persone in Israele fino a 17 milioni di persone in Cina. Gli USA avrebbero 4 milioni di morti dovuti alle esplosioni.

Usando moderni modelli sul clima alcuni ricercatori dicono che la coltre nera che si solleverebbe dai fuochi permarrebbe nell'atmosfera, bloccando i raggi solari e causando un abbassamento di circa 2 gradi Fahrenheit (un po' piu' di 1 grado centigrado) delle temperature medie sulla superficie della terra nei primi tre anni. Benche' il pianeta rivedrebbe un graduale riscaldamento entro una decina di anni, esso rimarrebbe comunque piu' freddo di come era in precedenza, dicono gli scienziati.

Questo raffreddamento accorcerebbe la stagione adatta all'agricoltura di circa un mese in parte del nord America, Europa e Asia. Normali cicli di pioggia come i monsoni estivi in Africa e nel sud-est asiatico sarebbero alterati, causando forti riduzioni di raccolto e ulteriore poverta’.

Per l’articolo completo qua.

venerdì 3 novembre 2006

Effetto serra?? una bufala



Purtoppo verso le nove di sera si concentrano in casa una serie di attivita’ che limitano le capacita’ uditive, ma con la TV accesa su La7, nel programma 8 e mezzo, ospite di Giuliano Ferrara e’ Franco Battaglia ecco cosa intra-sento.

"il solare e l'eolico sono energie superate e un pericolo per il nostro mondo.."
"I cambiamenti climatici sono una bufala...."
"La CO2 ? roba buona, nutrimento per le piante... "

“Chernobyl non fu un incidente ma una semplice disgrazia con soli 59 morti”

".i veri pericoli per la Terra sono le ideologie: prima c'era il fascismo, il nazismo ed il comunismo. Oggi la corrente di pensiero piu pericolosa è l'ambientalismo.."

Cosi cerco qualcosa in rete ed ecco che trovo un sacco di link!


Li lascio anche a voi

http://www.nimbus.it/nimbusonline/001019effettoserra.htm

http://www.galileo2001.it/materiali/documenti/Franco_Battaglia/index.php

http://www.aziendabari.it/readnews.php?id=4308&cliente=33

lunedì 30 ottobre 2006

Maltempo



Una notizia ANSA, passata in sordina o quasi sui "media", fa sapere che a causa delle forti tempeste che hanno colpito la Scandinavia e le coste Baltiche, è stato fermato un reattore di una centrale Russa, nei pressi di San Pietroburgo, a causa del fango portato dal vento che ha intasato i filtri del sistema di raffreddamento con melma, facendo così scattare il sistema automatico di protezione.

Altra notizia nuke: New Scentist e Le Scienze ON Line informano che l'impianto di Oak Ridge nel Tennessee, costruito nel 1944 a supporto del Progetto Manahattan e che ospita ben 400 tonnellate di scorie altamente radioattive, è a rischio a causa dei troppi incendi avvenuti negli ultimi dieci anni. Nel caso più pessimistico di un incendio di dimensioni maggiori, secondo il DoE, il Dipartimento dell'energia degli USA, si potrebbe verificare la rottura dei contenitori e il rilascio di fumi tossici
e radioattivi. Nel raggio di 160 chilometri dall’impianto vivono 700.000 persone.

Due notizie che confermano il pesante lascito della nostra generazione a quelle future: tonnellate di scorie e impianti vetusti che non si sa più come trattare, bonificare o smaltire. Forse, solo le ere geologiche potrebbero, un domani molto, molto molto lontano, sepellire definitivamente tutto questo materiale.

Magari, fra un milione di anni, in alcuni carotaggi i futuri (quali?) abitanti o visitatori del pianeta, analizzando carote di sedimenti profondi, troveranno tracce misteriore di radioattività e si scervelleranno per capirne l'origine: un disastro cosmico? materiale eruttato dai vulcani? una catastrofe climatica? chi lo sa come sapranno interpretare questo lascito.

martedì 24 ottobre 2006

Primo post, ottobre 2006



Stato odierno delle centrali nucleari di 0ggi 24 ottobre 2006 (dati IAEA)
442 impianti nucleari operativi per un totale di 369.573 GW(e) ;
6 impianti nucleari da lungo tempo spente;
28 impianti nucleari in costruzione;

L'ultima centrale attivata è quella di Tarapur 3(490 MW(e), PHWR, India)che ha cominciato l'attività commerciale il 18 agosto 2006.
 

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